Inserto speciale |
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Racconti di Alessio Brugnoli
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Se Van Eyck è affiscinato dalla Forma e dal Divenire, da come il Tempo corroda l'Uomo, riducendolo a puro involucro, Pisanello si ribella a questo.
L'Arte è combattere la Morte, trasformando il Presente in Eterno e la Parvenza in Bellezza.
E le armi in questa battaglia son Geometria, Decorazione e soprattutto la Sintesi di una vita in uno sguardo

Ben poco rimane delle opere del Pisanello, benchè fosse uno dei più prolifici pittori dei suoi giorni. Molto dipende dalla damnatio memoriae che subì il gotico internazionale. Qualcosa dalla semplice sfortuna, come nel ciclo arturiano di Mantova, forse mai concluso dall'artista, rovinato da un crollo nel 1480.
Frammenti, sinopie, pallide ombre della grandezza di un artista. Eppure li contempliamo attoniti.
Il protagonista degli affreschi è Tristano, non il lamentoso amante, ma il valoroso guerriero, capace di contendere a Lancillotto il possesso del Graal.
Lo sguardo è prigioniero della forza e della vita delle immagini. Tra i turbini della guerra e le nubi della vita, appaiono figure in armi e cavalli, magistralmente ritratti.
Su tutti domina la figura di un nero cavaliere e di una bionda dama. Isotta ? Ginevra ?
Domande senza risposta, forse inutili. La fantasia corre, immaginando storie