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Racconti di Alessio Brugnoli
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Quando sarà finita gli angoli spariranno e la materia svelerà le sue rotondità spaziali, il sole penetrerà in tutte le direzioni e sarà la rappresentazione del Paradiso
Gaudì, parlando della Sagrada Familia
Non vorrei terminare i lavori, perchè non sarebbe conveniente. Bisogna sempre conservare lo spirito del monumento, ma la sua vita deve dipendere dalle generazioni che se la tramandano e con le quali la Chiesa vive e s'incarna
Gaudì
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La bellezza è lo splendore della Verità. Siccome l'Arte è Bellezza, senza Verità non c'è Arte. Per questo bisogna conoscere bene gli esseri del mondo creato
Gaudì
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L'originalità consiste nel tornare alle origini
Gaudì

Il mio maestro è l'albero del giardino di fronte alla finestra
Gaudì

Mi capita spesso di interrogarmi sul significato della parola moderno nell'Arte. Forse essere coerenti con il proprio tempo, consapevoli della diversità rispetto al passato, elaborando nuove forme per comunicare. Significa anche riconoscere l'inadeguatezza della concezione classicistica, per la quale il tempo non sarebbe che un eterno presente, in cui ci si dovrebbe esprimere negli stessi modi degli antichi.
Se questa è la modernità, allora Gaudì non vi appartiene. Un paradosso, visto che l'Art Nouveau ha fatto della modernità il proprio totem e la propria legittimazione. Eppure la contraddizione è solo parziale. Un'acrobazia di concetti. Non c'è migliore modernità di quella che emancipa anche dal presente, proiettandosi in un tempo e in un mondo ipotetici, più mentali che reali.
In un'epoca laica e rivolta al piacere materiale, Gaudì è l'ultimo dei mistici pre rinascimentali. Come Spinoza venera la natura sive deus, egli ne studia le forme, replicandole secondo torsioni arditissime, in un'alternanza degna di una fuga barocca.
Perché la materia, nella mistica di Gaudì, ha un solo scopo. Essere in totale balìa dell'anima creatrice dell'autore, reinventata in un rito, in cui la tecnica, come sognava Heidegger, è funzione e non scopo. Gaudì dinanzi ad un nuovo edificio è come un Dio che crea ogni volta il suo universo, facendo in modo che ogni oggetto, ogni frammento racchiuda nella sua forma il segno dell'invenzione più sorprendente o del lavoro artigianale più sofisticato, proclamando la redenzione della pietra, la salvezza della materia e la sua dissoluzione in musica.
Incompiuta la sua ultima opera, la Sagrada Familia. Ma chissà se Gaudì, ucciso da un tram mentre era perso nei suoi pensieri, si rallegrerebbe nel sapere che oggi il più alto edificio del mondo, le torri Petronas a Kuala Lampur, ne imita simbolicamente le forme.
Alessio Brugnoli
Sopra: Sagrada Familia
Antoni Gaudì
Barcellona