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Racconti di Alessio Brugnoli
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Il segreto per questo ordine naturale risiede nel fattore di scala. Gli edifici ben riusciti non raggiungono forma e dimensione in un solo gesto, come ricavati da un unico stampo - questo si verifica per i mostri di cemento che affollano la città.
Gli edifici riusciti, afferma Salingaros, raggiungono la loro forma e dimensione attraverso una gerarchia di strutture che consente di leggere le dimensioni maggiori come amplificazione e sviluppo dei particolari minori. L'architetto passa dalla struttura minore fino alla maggiore attraversro la ripetuta applicazione della "regola del fattore di scala", la quale prescrive che l'aumento dimensionale da un livello di dettaglio all'altro avvenga attraverso l'applicazione di un ben definito multiplo.
La scelta di una costante non è arbitraria, visto che gli organismi viventi sembrano adottare, nella strutture frattali dei cristalli e dei fiocchi di neve, nelle foglie e nelle cellule, una costante pari circa al numero tre; questa è la "regola del terzo" che, secondo Salingaros, è stata applicata dai maggiori architetti nel corso del tempo - ed è applicata per esempio nel definire l'altezza della finestra come un terzo dell'altezza del muro su cui viene aperta.
Alla fine, per ragioni in parte matematiche e in parte intuitive, Salingaros definisce una costante E (pari circa a 2,7) da utilizzare per produrre un ordine evidente, e consentire all'insieme di essere percepito come espressione naturale dell'ordine contenuto nelle parti.
Qualsiasi costante minore di E produrrà una superficie architettonica stentata e disordinata, in cui gli elementi superiori non sono chiaramente differenziati da quelli inferiori, mentre ogni costante maggiore di E produrrà spazi simili a quelli che vediamo nei vuoti prospetti vetrati che oggi sono lo sfondo comune delle nostre città.
Salingaros sviluppa questa e altre idee simili in modo intrigante, affermando che il modernismo ha errato fin dall'inizio, dalla famosa rinuncia all'ornamento di Adolf Loos - rinuncia che lascia effettivamente indefinita la parte iniziale della progressione scalare, tanto che le caratteristiche a scala maggiore dell'edificio risultano non ancorate a nulla, prive di collegamento.
In modo analogo , l'utilizzo di materiali prefabbricati o gettati in opera, privi di una propria struttura frattale, è la causa in gran parte della mancanza di vita degli edifici moderni, la cui superficie manca di tutte quelle strutture che sono individuabili in un corpo vivente, in una corteccia o in un volto: strutture queste che seguono ancora la regola del fattore di scala.
Ancora, le strutture che di delimitazione anguste che compongono gli edifici moderni - correnti di travi in acciaio, improvvisi monconi di pilastri a pilotis, infissi in metallo zincato di finestre che non potranno mai essere aperte, o invisibili telai di porte girevoli - contribuiscono a rendere deboli i contorni degli edifici, macchine tante affilate e inflessibili quanto costose da costruire e produrre, senza attenzione agli usi e alle condizioni del sito
