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Racconti di Alessio Brugnoli
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Nella Roma de 'na vorta, il primo atto della Vigilia di Natale era er Cottio, l'asta del pesce che si teneva al Portico d'Ottavia, nei pressi della chiesa di Sant'Angelo in Pescheria, dove venivan comprate le materie prime del Cenone di magro, per non incorrere nella miscredenza. Asta dove per tradizione si usavano per le quantità i termini dell'ebraico romanesco, come ghimmene per tre o maghiz per mezzo.
Cenone composto dalla zuppa di pesce, dagli spaghetti "co' l'alice", dal capitone, dal salmone, dal baccalà fritto "cor zibibbo", i contorni "di broccoli acconniti", i portogalli e i mandarini come frutta.
Infine i dolci tipici: la nociata, la pignoccata, il pangiallo e i mostaccioli.
E a mezzanotte, tutti a messa che il Papa celebrava a Santa Maria Maggiore

