Inserto speciale |
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Racconti di Alessio Brugnoli
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Sì, ho un caratteraccio, sono un fazioso ed un intollerante. Ammetto questi miei gravi difetti. Però, ogni tanto qualche piccolo gesto di solidarità per i miei nemici culturali me lo concedo.
Stavolta difendo Dario Fo. Pare che Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, abbia deciso di negargli l'utilizzo del sagrato della Basilica Superiore per lo spettacolo "Giotto o non Giotto ?", in cui l'istrione difende la tesi che l'autore degli affreschi non sia il fiorentino, ma un gruppo di artisti della scuola romana, incentrati sulle figure di Cavallini e di Rusuti.
Premesso che la censura è condannabile a priori, le tesi di Fo non sono infondate, dato che vi sono molti indizi sul fatto che l'intervento giottesco possa essere molto limitato, e son sostenute da una parte dei critici d'arte.
Impedire la loro esposizione per tradizionalismo e malposto orgoglio civico, mi par molto, molto discutibile

Il gran limite di troppi futuristi contemporanei è nell'esser cattivi, una profonda ignoranza, nell'esser buoni una totale mancanza di prospettiva storica.
Mi spiego, per loro, il futurismo si ferma al manifesto del 1909, mettendo una pietra sopra a tutto ciò che viene dopo.
Qualcuno, un poco più audace, si ferma al manifesto della ricostruzione futurista dell'Universo.
Scelte che tagliano completamente ciò che avviene di seguito, seccando parte delle radici storiche ed impoverendo sia la riflessione, sia la ricerca.
Ad esempio dal 1929, Marinetti, pur rinunciando in parte al furore rivoluzionario, comincia a diventare punto di raccolta di tutti gli intellettuali eretici dell'Italia dell'epoca, propagando un'idea di modernità più ampia di quella sostenuta vent'anni prima, capace di andar oltre il materialismo tecnologico, lo scientismo infantile e l'esaltazione della teknè fine a se stessa.
Tengo a precisarlo, non nega tali valori, ma li integra in un sistema più ampio, capace di raccogliere anche una dimensione spirituale, diversa da quella religiosa tradizionale, ma vicina alle tensioni che animavano la "Rivoluzione Conservatrice" in Germania.
Di fatto un Marinetti più vicino a Junger e Heidegger che al Positivismo. E chi intepretò con più aderenza il suo pensiero nell'arte furon la moglie Benedetta, con le sue esplorazioni letterarie dell'inconscio e Thayaht, l'inventore della tuta, con le sue opere esoteriche.
E lo stesso slancio verso l'Assoluto ed il Mistero Cosmico che anima l'aeropittura e le sue evoluzioni, non è che figlio primogenito di tali riflessioni.

Il Pittore si dedica ai colori e alle forme, e poichè ama il colore in quanto colore e la forma in quanto forma li guarda in se stessi e non per sè, e quindi vede trasparire la vita interiore delle cose dalle loro forme e dai loro colori.
A poco a poco egli schiude questa vita interiore alla nostra percezione che, in un primo momento, ne rimane sconcertata. Almeno per un attimo egli libera dal pregiudizio le nostre rappresentazioni di forma e colore che si sono frapposte tra la nostra percezione e la realtà.
In tal modo egli realizza il più alto volere dell'arte che consiste nella rivelazione della Natura.
Bergson
Sempre in relazione al dibattito sulla genesi di un avanguardia artistica, pubblico il commento della critica d'arte Germana Ricciotti alla riflessione del filosofo francese
Come può la rivelazione sconcertare? Sì, già, quando è cruenta sconcerta, ma quando è dolce e armoniosa culla, quando è passionale e tempestosa travolge, quando è semplicemente attrae. L'artista, a volte incosciente, sente tutto questo dentro di sè, in un'urgenza di creazione che chiede di diventare opera d'arte, immagine di un istante di bellezza.
L'artista ha bisogno di vedere e di creare, se non fosse con gli occhi, con la propria mente e le proprie mani.
Germana Ricciotti
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Ieri sera, ero stanco ed arrabbiato per una colossale serie di casini al lavoro. Apro la mail e mi trovo il seguente ehm, comunicato stampa
Espulso dal movimento il Controrivoluzionario Alessio Brugnoli
Per informazione: dopo diversi mesi di post ripetuti antifuturisti dell'ex-ora e per sempre- nostro ex collaboratore (anche valente a suo tempo- noi siamo scientifici-democratici-liberi-oggettivi) Alessio Brugnoli, zero pubblicazioni cartacee per la cronaca (tranne 1 parzialissima e per mera casualità tipografica.. .non ultimo ma in primis per nostra- a suo tempo scelta- e poi per lealtà intellettuale (doppia firma!) - e alcune apparizioni in ebook per nostro invito-come tutti sanno-persino il suo Inconscio o Id : (Leggi S.Freud,O.Rank,M.Bonaparte,K.G.Jung...
W.Reich....J,Lacan...J.Hillman...C.Musatti...F.Fornari...) tranne il suo debole Io passatista, timoroso-terrorizzato persino da qualsivoglia “Rissa in Galleria” (Boccioni) o “Schiaffo all'Infame Buon Senso” (Mayakjowskij) o – ovvio per i futuristi (“Guerra sola igiene del mondo!-Filippo Tommaso Marinetti!)- prova popperiana- le sue reazioni reazionarie: Alessio Brugnoli è un conservatore paleoborghese, archeomoralista, neoplatonico.... con tutti gli effetti e i confetti rosa Anita Ekberg + Vladimir Lussuria... collaterali basati come noto... dal “romano” Svetonio al “milanese”....
Renzo De Felice sulla rimozione e forclusione della sessualità; confonde-leggi Eziologia del Doppio Legame i codici linguistici -scuola di Palo Alto-Paul Watzlavihctz- i ghepardi futuristi 11O km/h dai gaipride di Benedetto Crroce -DNA -anzi RNA persino del Passatismo Ontologico/Filogenetico...indegno del Futurismo Rivoluzionario, fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909...Ri-fondato da RossoTrevi il 19 10 2007 con il capolavoro ineguagliato della Fontana Rossa di Trevi. Ufficializzato a Ferrara, presente RossoTrevi e organizzato da chi scrive lo scorso 20 2 Febbraio, non a caso, con un'adunata generale di tutti i futurismi contemporanei: evidenziato da Rai 2!!!! da Futurismo Oggi ( Savonari e Fiore ) a Azione Futurista Ferrara e simpatizzanti (chi scrive, Ganzaroli, Donegà, Landini, Roversi e diversi altri) oltre a Azione Futurista di Rosso Trevi, ai Transhuman futurologi, ai Postcontemporanei di Zekkini ai Connettivisti di Milani finanche ai-oggi-sedicenti neofuturistici di Brugnoli, ex consulente finanziario e pseudofuturista alla Verdiglione, quasi (almeno il buon Armando i libri li pubblicava e neppure erano male!), Infatti, mostre, cataloghi, eventi, performance, cd, libri cartacei, ebook provano il futurismo come prassi concreta e ricerca Pensiero+Azione di tutte le altre equipe futuriste contemporanee. Tranne il Neofuturismo di Brugnoli Alessio, 0 assoluto produttività e Azione futurista, solo chiacchiere pallose parafilosofiche da Isola delle Seghe Mentali! Tranne un clip da noi realizzato e a lui regalato (ora ce lo siamo ripreso!). Brugnoli,persino ospitato a Ferrara nella nostra alcova futurista (libro di Marinetti per la storia del futurismo!).
Brugnoli, in effetti un ? Lombrosico per l'estetica contemporanea (basta guardare la foto, troppo brutto per l'era della Nuova Bellezza del XXI secolo futurista!) Il controrivoluzionario Alessio Brugnoli è espulso ufficialmente dal Futurismo. Pertanto le sue eventuali future millanterie in nome del futurismo, vanno considerate al 100% mere sublimazioni “anali” (il carattere psicologico del Brugnolii- Freud docet-) e mistificazioni estranee al Futurismo! FUTURISMO 2000? SCIENZA SOLA IGIENE DEL MONDO
Mettiamola così, ringrazio pubblicamente Roberto Guerra per la gran risata che mi ha regalato.
Ora, parendomi egoista non condividerla con i miei amici, ho pubblicato su Facebook tale intervento, provocando sghignazzamenti a non finire. E parecchi commenti sugli errori di ortografia e grammatica, sui nomi sbagliati (non si scrive Watzlavihctz, ma Watzlawick... ), sul fatto che sia un esempio di lingua prebabelica e i consigli a ritornar sulle sudate carte, per evitare di gettare ancora ridicolo e discredito sul Futurismo.
Detto questo, permettetemi due cose. La prima è che il signor Guerra è liberissimo, non si sa per quale investitura divina o per i suoi almeno cinque libri (tra l'altro, non mi pare così difficile dire un numero esatto... Persino i bambini dell'asilo sanno contare da sei a dieci) di cacciarmi dal movimento e di intimarmi di non parlare del Futurismo, ma io sono altrettanto libero di fregarmene altamente delle sue parole, così come i suoi anatemi non impediranno ad editori e galleristi di continuare a collabora con me, nè ai lettori di considerare le mie riflessioni, non dico più profonde, ma almeno più intellegibili.
La seconda... Nella vita di scomuniche ne ho ricevute tante, una più, una in meno non che mi cambi le cose... Ma gentilmente, potrei almeno riceverla in Italiano corretto ? Lo so che è faticoso, scrivere dignitosamente, ma con un minimo di impegno...
Dato che son buono, do anche un soggerimento per migliorare ... Il testo della scomunica che subì Baruch de Spinoza. Prenda appunti che una scomunica deve suscitare orrore nei confronti di chi la subisce, non ridicolo nei confronti di chi la emette
Con il giudizio degli angeli e la sentenza dei santi, noi dichiariamo Baruch de Spinoza scomunicato, esecrato, maledetto ed espulso, con l'assenso di tutta la sacra comunità . Sia maledetto di giorno e maledetto di notte; sia maledetto quando si corica e maledetto quando si alza; maledetto nell'uscire e maledetto nell'entrare. Possa il Signore mai piú perdonarlo; possano l'ira e la collera del Signore ardere, d'ora innanzi, quest'uomo, far pesare su di lui tutte le maledizioni scritte nel Libro della Legge, e cancellare il suo nome dal cielo; possa il Signore separarlo, per la sua malvagità, da tutte le tribú d'Israele, opprimerlo con tutte le maledizioni del cielo contenute nel Libro della Legge [ Siete tutti ammoniti, che d'ora innanzi nessuno deve parlare con lui a voce, né comunicare con lui per iscritto; che nessuno deve prestargli servizio, né dormire sotto il suo stesso tetto, nessuno avvicinarsi a lui oltre i quattro cubiti , e nessuno leggere alcunché dettato da lui o scritto di suo pugno

Tra le tante idee che girano nel variegato mondo del Futurismo Contemporaneo, una delle più bislacche è quella di rifondarlo basandosi sullo Strutturalismo.
Ora, trascurando il fatto che lo Strutturalismo è morto e sepolto e ai suoi tempi vi era tra i suoi esponenti una scarsissima concordia tra i principi e le prospettive della loro dottrina, a cominciare dall'interpretazione del concetto stesso di struttura e della sua euristica, il punto è che i due movimenti culturali sono antitetici.
Per il Futurismo, la Realtà è caratterizzata dal Divenire, in cui ogni evento risulta essere connesso al precedente, secondo una relazione di causa ed effetto, mutandone natura.
E questo pone una direzione progressiva alla Storia, di cui soggetto motore, obiettivo ideale e metro di giudizio è l'Uomo che con le sue scelte ed azioni dona senso al Mondo.
Al contrario, per lo Strutturalismo nega il fatto che l'Universo Umano possa essere rappresentato dalle categorie dell'evento e del mutamento e che sia molto più vicino ad un sistema formale suscettibile solo di nuove combinazioni, in senso matematico, che non ne modificano e tanto meno ne perfezionano le caratteristiche di partenza. Di fatto la Storia non è che Epifania della Struttura.
Contemporaneamente, l'Uomo non è più soggetto creatore, ma oggetto di forze e forme di cui non è più padrone nè addirittura cosciente, con lo Spirito Umano completamente asservito a leggi endogeno-formali. L'Individuo appare quindi un epifenomeno di una misteriosa ed inconoscibile realtà che possiede altrova i suoi fondamenti e legalità.
Per esser sintetici, il Futurismo è il riproporre il pensiero d'Eraclito, mentre lo Strutturalismo non è che il Platonismo nei suoi aspetti deteriori e sotto mentite spoglie.
Questa antitesi è ancora più accentuata nel caso del Futurismo Scientista, di per sè già ricchissimo di aporie devastanti. L'epistemologia dello strutturalismo è di fatto il rifiuto del rapporto tra Scienza ed Esperienza, visto che la prima non deve essere nient'altro che riflessione categoriale, rifiutando l'analisi dei fenomeni concreti; l'antitesi completa alla riflessione sull'Azione del Futurismo.
Detto questo, non intendo affermare che lo Strutturalismo sia il male assoluto ed il Futurismo il Bene. O che non sia possibile una sintesi, ma questa deve implicare un forte lavoro di teoria e che genererà un qualcosa di profondamente diverso dai punti di partenza.
Ciò condanno è la una fusione inconsapevole, una giustapposizione che oltre a mostrare i limiti culturali e filosofici di chi la insegue, rischia di generare un Frankenstein informe, capace soltanto di appestare con il suo puzzo di cadavere il Futurismo
Milano, da un certo punto di vista, è una città capace sempre di stupirti. Pensi di conoscere ogni suo anfratto, quando all'improvviso ti piomba davanti una sorpresa.
Penso a San Bernardino alle Monache. E un anno che ci passo davanti, per andar per aperitivi, dando un'occhiata distratta alla sua facciatia dai finestroni a sesto acuto, dal portone perennemente chiuso
Distrattamente, per far colpo sulla comitiva, accenno al fatto che somigli ad un'opera di qualcuno dei Solari.
Poi mi capita di trovarla aperta, per puro caso. Entro e rimango a bocca aperta, dinanzi agli affreschi, rovinatissimi, ma che nelle ombre riflettono immagini di grandezza.
Il rigore e la purezza geometrica di quelli dell'arco trionfale che ricordan tranto il Bramantino.
L'abside, con le ricerche inquiete dello Zenale. E la Madonna con il Bambino e Sant'Agnese, di quell'esploratore della vita e del mondo chiamato Foppa

L'argomento principe di chi preferisce le minacce alle idee per contestare la possibilità di manifestare il mio dissenso, oltre al fatto di non aver scritto almeno cinque libri, tra l'altro ben poco letti, è stato il
"Ora cominci ad attaccare me, poi passerai a Graziano"
Premesso che Cecchini, di cui ammiro l'intelligenza ed il coraggio, non essendo soggetto al dogma dell'infallibilità pontificia, nel caso raro compia boiate, possa essere tranquillamente criticato e rinunciare a tale libertà significherebbe spegnere il proprio cervello, ciò implica un'idea rigida e verticale dell'avanguardia, tipica di chi ha vaghissime idee di come vada il Mondo.
Ossia come quanto più dall'alto si cerca di imporre un pensiero unico, tanto più dal basso si tenterà di scrollarselo di dosso; come sa bene chi lavora in una qualsiasi burocrazia, la tendenza di ogni sottoposto è quella di aderire formalmente alle proposte del proprio immediato superiore, per poi continuare a decidere in casa propria secondo le proprie insindacabili idee.
La finta unanimità che si vuole propugnare in realtà è l'irrigidimento di un cadavere. E' meglio esser vivi litigando.
Al Futurismo fan più bene dieci eretici che mille chirichetti
Van Dongen. Entusiasta ed inquieto profeta del colore puro. Cantore della città. Non della sua ombra oscura e distruttiva, ma del suo sorriso effimero, in cui la vita di diffonde nell'erotismo della luce, feroce ed aggressiva

Durante i restauri delle catacombe di Santa Tecla, sulla via Ostiense, dall'oscurità spunta un cubicolo dalla volta affrescata.
Al centro il clipeo campito con l'abituale rappresentazione del Cristo Buon Pastore con attorno altri quattro tondi.
Il primo ad essere ripulito, mostra, circondato da uno sfavillante clipeo giallo oro su rosso vivo, l'espressione eloquente di San Paolo, secondo quanto descritto dalla tradizione.
Il secondo, San Pietro. I rimanenti ancora da restaurare, potrebbero riferirsi ad altri apostoli, oppure a due martiri intercessori o ai due defunti del cubicolo.
Di fatto i morti sono affidati all'immagine clipeata di Pietro e di Paolo; per quest'ultimo si può parlare quindi di icona più antica, passando dal livello di rappresentazione ed evocazione a quello di culto
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Fausto Radici è stato uno degli sciatori della valanga azzurra; quando nel 1978 lasciò lo sport per dedicarsi alla gestione dell'azienda di famiglia, incominciò ad appassionarsi all'Arte Contemporanea e ad inseguire un sogno.
La possibilità di creare un museo che non fosse uno zoo di quadri, ma che permettesse un confronto dialettico tra arte, territorio ed impresa.
Non fece in tempo a vederlo realizzato, ma grazie alla sua vedova ed all'architetto Tullio Leggeri ad Alzano Lombardo, piccolo comune bergamasco, il tutto si è tradotto in realtà.
Un vecchio cementificio di fine Ottocento, realizzato dall'architetto Pirovano in stile moresco, è finalmente diventato lo spazio espositivo di un'ampia collezione d'Arte contemporanea
Il tema in gioco è quello dell'identità milanese. Ogni città che si sviluppa nel futuro deve partire dalla conoscenza di se stessa, della propria identità che naturalmente non è mai pure e semplice identicità
Milano, dal Dopoguerra in avanti, ha sempre avuto come carattere riassuntivo dello spirito cittadino l'idea della medietà, quella mediocritas di cui parlano Alberto Savinio e molta letteratura degli anni Quaranta e Cinquanta. Nella ricostruzione del Dopoguerra non assistiamo a gesti clamorosi: invece che rompersi le relazioni che appartengono alle stagioni precedenti si accordano tra loro simbolicamente, vengono mantenute nel tempo; relazionandosi mutano, ma mantengono il loro nucleo identitario.
Lo testimoniano gli interventi che connotano la Milano di quegli anni, come la Torre Velasca o il Grattacielo Pirelli, monumenti moderni che tuttavia non si confondono mai con altre identità di città.
La Torre perchè si integra perfettamente, è coerente a Milano; il Pirelli perchè declina la tipologia americana del grattacielo in senso italiano, quasi fosse un grande oggetto di design. Non a caso lo concepiscono Ponti e Nervi, l'architetto design e lo strutturista.
Marco Biraghi